Rimedi(t)are Roma. Per un Fellini prossimo nostro

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Date: Winter 2017
From: Italica(Vol. 94, Issue 4)
Publisher: American Association of Teachers of Italian
Document Type: Article
Length: 8,730 words
Lexile Measure: 1940L

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Abstract: Roma (1972) e tra i film di Fellini di piu ardua fabbrica e di piu controvertibile decifrazione estetica. Conteso tra l'impresa documentaria sulla Roma coeva e il ripiegamento immaginifico sulla Roma d'antan, il film intreccia non soltanto i diversi strati del palinsesto capitolino, ma anche le innumerevoli rimediazioni che lo avvolgono, prime fra tutte quelle innescate dal cinema. Esplorato nella sua prefigurazione di uno spazio ibrido, in cui realta fattuale e finzione si confrontano e reciprocamente si ridefiniscono, Roma si rivela tappa fondamentale del passaggio a una rappresentazione cinematografica postmoderna e 'prossima nostra' della Citta Eterna.

Keywords: Rimediazione, Archivio, Immaginazione intermediale, Cinematic Rome, Postmoderno, Roma 2.0.

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Sentivo dire dagli adulti che tutta la storia era storia contemporanea, e io assentivo pensando a tutti i set di Roma: fabbrica di generi filmici & toponomastica.

(Valentino Zeichen, La via che cambiava nome coi titoli dei film)

Cinematic Rome

Dei film che lasciano "un profondo dubbio sul fatto che si tratti di opere di un Fellini fondamentalmente irrisolto [...] o di un Fellini talmente avanti coi tempi da necessitare ancora profondi studi, analisi e riflessioni per poter essere pienamente capito e apprezzato" (Provenzano 211), Roma (1972) e forse il piu sostanzioso campione. Roma e una turgida stimma della mitopoiesi felliniana dell'Urbe, un 'film-fiume' infido tanto sulla sponda della rappresentazione in cifra della Capitale quanto su quella dell'impresa documentaria. Definito in superficie dal pendolo tra la rievocazione immaginosa della Roma degli ultimi anni Trenta e la rappresentazione 'a caldo' della Roma dei primi anni Settanta, nella sua tessitura formale il film smantella l'opposizione tra la testimonianza de visti e la sua riplasmatura in studio. In una sorta di spazio fictual dai contorni impropri ma dagli esiti contigui a quella che oggi chiamiamo "immaginazione intermediale", Roma affonda nell'"impasto confusivo tra il documento e la simulazione spettacolare" (Montani 22), tentando di accedere pervia differenziale ad un referente sovraccarico di rappresentazioni e di rimediazioni.

L'indistricabilita deW'urbanscape della Citta Eterna dal suo screenscape e un dato che ha nutrito, e continua a nutrire, una cospicua bibliografia critica. Lo spazio iconico del cinema, per vocazione intersemiotico, straripa di continuo sul referente reale, lo avvolge, lo ridefinisce simbolicamente e materialmente. La realta del paesaggio capitolino e gia, intimamente, una sorta di augmented reality costruita su un archivio iconografico fitto di memorie locali, nazionali e internazionali (1). Rappresentare audiovisivamente Roma, "cinematic city par excellence" (Wrigley xi), significa rappresentare, e piu o meno virtuosamente rimpolpare, il circuito ininterrotto tra la citta materiale e le sue mediazioni cinematografiche.

Che la partita del cinema con l'Urbe si dovesse giocare tutta sul campo dell'autoriflessivita delle immagini e sospetto che stringe Fellini sin da Lo sceicco bianco (1951). La traslazione vignettistica della Roma neorealista e gia un compiuto manifesto di poetica 'costruttiva', avversa alla resa mimetica e trasparente del reale. Con Rincalzare della Societe du Spectacle (2), il cinema felliniano s'immerge a fondo nelle torsioni simulacrali della modernita: da La Dolce vita (1960), che paradigmaticamente rimodella in studio i rapporti tra l'autentico e il reale...

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Gale Document Number: GALE|A544404177